Realtà unica e ormai affermata, posta in un ambiente rustico e familiare, ricercata sede da parte di gourmand della zona e oramai di ogni parte d'Italia.
E' stata tra le prime realtà della zona a sperimentare una cucina del territorio, rivisitata in forma nuova e creativa, senza alcuna concessione alle mode, fatta di materie prime uniche e di elevata qualità, alcune ormai dimenticate anche nella stessa zona, curate e coltivate personalmente in orti attigui di proprietà. Il ristorante è posto nella borgata di Montegrosso, una frazione di Andria, popolosa "città dell'olio" e si inserisce perfettamente nel Parco dell'Alta Murgia; ed è proprio dal Parco, dai suoi sapori, dai suoi odori, dalla sua stagionalità, che Pietro Zito (che non ama essere definito chef), trae ispirazione per le sue presentazioni culinarie. Tra i prodotti tipici che si utilizzano spiccano in particolare l'olio extravergine d'oliva (di sapore robusto e consistente), le verdure selvatiche (lampascioni, sponsali, rucola selvatica, cicorie di campo ecc.), i formaggi (pecorini canestrati, caciocavalli e ricotte di ineguagliabile sapore) oltre alle paste fresche e variegate. Tra le specialità presenti nel menù da segnalare; la burrata di Andria; zuppa di zucca gialla con grano e funghi cardoncelli; purè di fave con cicorie; strascinati di grano arso con fiori di zucca; tiella di grano, patate e cozze; tegame di agnello, patate e funghi; coniglio farcito al caciocavallo; dolci di mandorle con vincotto di fichi.
Si raggiunge percorrendo la SP 231 (ex SS.98) da Bari in direzione Foggia, dopo le deviazioni per Andria e per Barletta, c’è una indicazione – verso sinistra – per Montegrosso; il borgo è minuscolo, ed il ristorante è individuabile con estrema facilità, in piazza S. Isidoro, antistante la chiesa.
Da provare per una esperienza di sapori autentici e rispettosi della natura del luogo.
piazza sant'isidoro - montegrosso 10
Andria (Bari)
Telefono: +39.0883.569529
Fax: +39.0883.569529
Provato direttamente più volte, vi racconto l'esperienza del 15/11/2006.
Particolare esperienza di riuscito connubio tra antichità e design sobrio e lineare.
Il locale è inserito nell'antica porta della città, nel punto più antico del centro storico di Andria. E' nato da poco grazie all’entusiasmo ed alla competenza di Nicola e Francesco, con un altro socio privato, dopo aver affrontato esperienze diverse nel settore della ristorazione e della caffetteria (della stessa proprietà la caffetteria wine-bar "Corner" in città). Il ristorante, si sviluppa su quattro livelli, tra i quali da segnalare il roof-garden esterno utilizzabile anche nella stagione invernale. In un ambiente ben curato e accogliente e con arredi che spaziano dal moderno all’elegante raffinato abbiamo degustato in quattro persone piatti della cucina tradizionale del territorio, rivisitata con interessanti note di creatività:
antipasti
1) Sformatino di zucchine con frutti di mare su vellutata di cozze; 2)gamberi in tempura su salsa di peperoni;
primi
1)mezze maniche all'astice (particolare di rilievo servite con mezzo astice a testa), in alternativa potevano esserci proposti i Maccheroncini al ferro padellati alle vongole e bietolina su crema di fave novelle;
secondo
2)Filetto di spigola su vellutata di zucchine (tra gli altri secondi variabile a seconda del pescato e della stagione da segnalare il Filetto di sarago in crosta di patata Goffredo su coulis di pomodorino fresco e basilico ed insalatina di verdure all’aglio).
Dolce 1) semifreddo al torroncino.
Su tutto un ottimo vino bianco locale di una azienda in espansione.
E' possibile anche gustare delle ottime pizze sfornate dal forno a legna che, con la preparazione anche di pane fatto in casa, contribuisce alla riuscita dei vari piatti che lo chef propone che, accanto a quelli da noi degustati prevedano amipe possibilità di scelta, compresi piatti di carne.
Il costo medio sui 40 euro che considerato il locale mantiene il livello del conto ai più bassi della media. Una ragione in più per segnalarlo.
Ristorante L'Altro Corner
via Alcide De Gasperi 7
70031 Andria (BA)
tel.0883591742
Chiuso il lunedì
Il cuoco, lo chef, la sua cucina.
L’arte del cuoco consiste nel saper creare sempre qualcosa di nuovo. Dagli ingredienti il cuoco trasforma ciò che ha davanti in qualcosa di nuovo e di unico. Ricorrendo alla sua esperienza, alla sua creatività, ma specie alle sue idee di fondo, avviene un processo, un mutamento.
Materie prime di qualità ma soprattutto idee personali, questo è quello che un cuoco deve possedere per essere determinante sulla scena.
E’ vero, sì, sono importanti la tecnica, il dettaglio, l’innovazione, la creatività: ma esse diventano ancor più determinanti, purché non si rinunci alla propria storia, purché nel piatto ci si possa riconoscere.
Per citare a conferma di questa tesi ricorriamo a Maurizio Santin, dell’Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano: “La tentazione di stupire con effetti speciali è sempre in agguato. E qualche volta si finisce per fare una cucina di accessori, di cose che non c’entrano più nulla con la sostanza del piatto, una cucina di decorazione con barocchismi inutili”.
Insomma una sensazione di meraviglia fine a sé stessa
Nel futuro della cucina italiana s’avanza una brigata di chef e di realtà della ristorazione che fanno, del connubio fra tradizione, territorio, grandi materie prime e creatività, la loro forza e il loro appeal: cercando di essere sempre se stessi – dopo le ardite “sirene” spagnole, la “caduta” francese e sulla scia della oramai obbligata “ripresa” del modello mediterraneo.
Massimo Bottura, Rocco Iannone, Nicola Cavallaro, Davide Oldani, Ciccio Sultano, Nico Romito, Nicola Silvestri, Paolo Lopriore, Fabio Baldassarre; un occhio particolare alle nuove esperienze gastronomiche proposte da questi giovani ma affermatissimi chef, citati ad esempio per tanti altri, senza voler colpevolmente tralasciarne qualcuno.
Con lo sguardo sempre rivolto ai più affermati e pluristellati chef, “guru” del modello italiano (Marchesi, Vissani, Cedroni, Alajmo e tanti altri) e facendo estrema attenzione al “nuovo che avanza” che puntualmente proverò a segnalare.
Parte da qui il mio viaggio nell’enogastronomia italiana.
E ora si comincia.
Comincia una nuova avventura del gusto finalmente on line.
Da sempre alla ricerca di sapori e saperi sull’ enogastronomia, sul buon mangiare, senza rincorrere l’ultima moda del gusto che oggi fa tendenza, ora voglio condividere e scambiare con chi vorrà i mie pensieri, consigli, stimoli e provocazioni per costituire una fitta rete di informazioni all’insegna DE(L)GUSTO.
Un viaggio sensoriale che nasce dall'esigenza di offrire percorsi di gusto alternativi, capaci di coinvolgere colui che legge attraverso lo stimolo dei sensi, sollecitati dai sapori della buona cucina, dai profumi dei vigneti, dai colori dei panorami per scoprirne gli aspetti più caratteristici, i tragitti più curiosi, i percorsi inediti.
E chissà che sulla scia di più importanti e affermati “blogger” non possa diventare un punto di riferimento per avviare un confronto su un mondo di passioni profonde, quale quello della gastronomia, della buona (vera cucina), con un occhio di riguardo ai nuovi aspetti della estetica della ristorazione, del food design e della creatività applicata in cucina.
Vuol essere anche un'occasione per suggerire alcune realtà gastronomiche del territorio italiano che meritano una segnalazione. Luoghi in cui l'arte della ristorazione viene proposta con particolare cura alla luce delle tipicità, dell'originalità, e della creatività reinterpretata nel rispetto del territorio. Buon viaggio con degusto.